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tom admin
17/12/2006 0.39

Dissacrazione di uno scienziato:Albert Einstein
LA RELATIVITA' RISTRETTA
A parte che a me Lorentz mi è simpatico assai. E qui cito una sua linea di pensiero..io credo nell'etere, il vento d'etere ha anche altre conseguenze di rilievo…e come si puo’ dargli torto? Anche perché l’etere di Lorenz è quella deliziosa cosa che esce dalle bottiglie di vino o di alcolici di una certa gradazione. Probabilmente Einstein era astemio e gia’ senza approfondire abbandono’ il concetto di Lorentz abbracciando la nozione positivista secondo cui un ente che in linea di principio non è osservabile no ha diritto all’esistenza.
A parte il fatto che se bevi un po’ gli enti non osservabili si vedono eccome e poi a dirla tutta si potrebbero pure immaginare,anche se non si vedono.
Mi viene una conclusione,ordunque, Einstein era un astemio e pure miope di brutto.
E ci fece pure un diritto: la non osservabilità dell’etere viene elevata a principio costitutivo..A questo punto’ gia’ sto einstein incomincia a disturbare. Ma se sei astemio e non vedi l’etere lascia in pace quelli che bevono e lo vedono e pure lo immaginano…ma è il caso di farci un diritto?????
Poi sta storia che la luce deve arrivare a max 300.000 km e basta..ma c’erano già i limitatori una volta?? Forse ste masse avevano paura degli autovelox???A parte il fatto che come cazzz fa un pulotto a palettare una massa che va 300.000, che sarebbe meglio che Einstein lo spiegasse sto fatto, poi chi lo dice che la luce non c’ha pure l’overboost e non lo usa? Di questi tempi si puo’ pensar di tutto, possibile che manco c’è passato per la capa?
Ecco che poi si mette a fare pure quella strana teoria. E inizia con la Relatività Ristretta e poi con quella Generale. E che è la prima…. un riassunto per chi ha fretta? Oppure che andava di corsa e scriveva sulle carte delle caramelle? Ma se si sarebbe seduto in una bella osteria di campagna, di quelle che ti portano il vino nelle caraffe di terracotta, magari sarebbe passato subito a quella Generale..soprattutto senza disquisire sul “Sincronismo degli orologi”
Adesso sentite un po’ che cappero di teoria mi tira fuori uno scienziato astemio e miope.
Già il titolo” Il sincronismo degli orologi”
..e dove l’ha comprato sto orologio Einstein…a Napule??? Minkia... mo’ esistono pure gli orologi non sincronizzati??? Lo sanno tutti che gli orologi sono sincronizzati, pure nei film lo dicono..”ecco ragazzi adesso sincronizziamo gli orologi e poi via”…C’era bisogno di farci una teoria sopra??? ‘mazza quante cose teneva da fare quello, oh.
Di solito si spiega con questo esempio:
Consideriamo un aereo in volo da Milano a Reggio Calabria ( e qui già ci incominciano a non credere tanto…ma come c’erano già gli aerei all’Epoca? E s’è pure scordato che Reggio Calabria era parte del Regno delle Due sicilie) Giunto a Roma, il pilota lancia il messaggio alle due città ( e perché proprio a Roma deve lanciare sto messaggio?? S’era scordato??.) Secondo Galileo i messaggi arrivano sincroni ( che mi pare giusto e pure democratico). Secondo Einstein, il messaggio arriva prima a Reggio e non solo….. secondo lui, il pilota, rispetto al personale di terra, vede prima arrivare gli eventi Reggini che quelli Milanesi. ( A parte il fatto che sicuramente il pilota vede in anticipo rispetto al personale di terra, è piu’ in alto, mica ci vuole scienza per capirlo..poi che è sta storia..prima parli con quello di Reggio e poi con quello di Milano??..ma se sei a Roma,quindi metà strada esatta e ti affacci dal finestrino del tuo cazzz di aereo e gridi… ti sentono entrambi..o no ???
metà esatta vuol dire metà esatta!!!!!
Siccome Einstein non lo ritengo affatto pirla, lo giustifico un po’ immaginando che lui avesse calcolato che verso nord c’era il Passo della Futa e… ha voglia la voce salire lassu’ e pure lo sguardo. Quindi ha dedotto che è ovvio che si vede e si sente meglio Reggio e l’ha fatto legge.
Ma prova un po’ a dirgli di ripetere l’esperimento in Pianura Padana ,dove è davvero piatto….vediamo un po’ cosa mi arriva a concludere..non ci son piu’ scuse ne montagne. E allora, per non sputtanarsi con la sua legge s’è messo pure lui a bere nelle osterie e pervaso da etere fino al collo sostenne fino alla morte sta teoria.
L’unica conclusione evidente che mi sovvien spontanea è solo una:
Essere astemi e miopi è un gran problema per uno scienziato
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