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Siamo andati a cercar Discus per tutta la Germania. Sono quei meravigliosi pesci amazzonici a forma di disco, colorati alla schizofrenia. Io e Gianpiero: una persona che a dir tanto è sempre poco.
Un Pulmino WW con tutti i sedili buttati giu' per far stare il materasso della camera. Piumini e piumotti: davano -23 a Munchen quel Febbraio. Io lo sentivo, che nascondeva qualcosa....il suo animo si ribellava a quel peso che sentiva dentro, per non far capire niente. Ma con me nn funziono' .... avevo paura un sacco e non lo dicevo.
Gianpiero ,astemio da una vita,...si concesse al gioioso abbraccio della birra. Una cosa strana.
Eppur l'ho visto felice come un bambino alle giostre, a passare i tavoli della Hofbrauhaus per porzioni di Rapanelli rossi, a fare infinite discussioni senza saper la lingua, a voler tornare alla toilet perchè, in un conato, perse il ponte dentale provvisiorio . Dio come mi piaceva essere li solo con Lui e nessun altro. Non per egoismo, ma perchè gli altri non sarebbero centrati un granchè in quei giorni. Ci mancava pure il finestrino dietro rotto, in quel cazzo di tempo artico, ma quella sera non badammo.
A contrattar prezzi su e giu' per la Germany....a scegliere un Heckel selvatico o una coppia di Snakes skin. Dentro paesi di pinete...quanta neve sulla strada. A dormire, al caldo, sulla panca di un ristorante slavo...dopo aver tragugiato un immensità di carne e riso per pochi marchi. Sembrava un bambino accucciato sulla poltrona dopo una faticosa partita di pallone.
Anni che passano in un secondo nella mente, adesso che son qui davanti a Lui, gelido e rigido in un vestito mai visto. Rubato ad una moglie ancora giovane, ai suoi quattro figli, a tutti Noi, nel pieno dei suoi quaranta, da "quel" male antico e ancora sconosciuto.
Lacrime scendono e mi sembra di star bene per un momento.
Grazie ,Gianpi, per lo spicchio di vita che mi hai regalato, con te, le cose difficili parevano semplicemente facili.
Ho scritto queste righe di getto, dopo esser stato per l'ultima volta a trovare Gianpi, in quel triste letto di Ospedale. Ho capito che l'alba non lo avrebbe piu' aspettato e il mio cuore impazzì. Ho continuato a parlargli in silenzio convinto che mi stesse ascoltando lo stesso, mi sarebbe bastato uno stupidissimo accenno di sorriso.
E' una cosa che ha letto solo una mia cara amica e poi nessuno.
Si va su passi d'altri, fantasmi senza volto
Modificano rumori, azzuffano i pensieri
Vuoto dentro, voci non ascolto
Speranze per averti come ieri
Soffiar polvere da ricordi per ingannarti un po'
Aggrappato a chissà che, nascosto in una bugia
Col tuo dolore solo me ne sto
Serpe che segue la mia via
Eppur mi basta poco, uno stupido sorriso
Specchio di memorie, scintillio di vita
Le parole son scappate, nuvole sul viso
Grigia mano d'una tristezza infinita
Ossa a sollevar la pelle
Labbra senza verbo, immobile lo sterno
Non voglio nessuno attorno, non son ribelle
Solo con te, come quel viaggio in inverno
Forse di tutto non ho vuotato la mia sporta
ne materia ci ha legato, ma affetto, quello vero
D'altrui giudizio poco mi importa
Dio mi bruci se il cuor non ho sincero
Così fredda la tua fronte
Rabbrividir la mia carezza
Sentir quel gelo sopra il monte
Possan le mie lacrime lasciarti con dolcezza.
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