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Calais è alle porte. La terra trasuda sangue antico. Lotte imperiose di invasioni albioniche. In lontananza, fili d’erba strapazzati dal vento, paiono frecce scagliate da nugoli di longbows. La pioggia si schianta forte sul finestrino creando scie impenetrabili. Solo durante i rallentamenti la visuale si fa piu’ chiara.
Un trattore sembra abbandonato sul limitare di un campo. La sue grosse ruote sfidano il vento del Mare del Nord. Il suo proprietario sarà sicuramente infilato in qualche casupola attorno fumando Gitanes senza filtro adagiato su sacchi di sementi.
Gabbiani rimbalzano sulle onde del mare in picchiate improvvise . C’è sole a tratti, cirri grandi come palazzi occhieggiano in lontananza .Riccioli di pancetta abbrustolita accompagnano due uova al tegame. Un aroma di te’ combatte con sprazzi di Fish and Chips portati dal vento. Un vecchietto dalle basette canute cammina con il suo Fox Terrier sulla battigia.
Isle of Wight, le nuvole portano magie infinite.
stralcio da REDSTEP........ CORE 2002
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Brennero 10 Km. Il cartello si incastra deciso tra una nebbia ballerina.
= Prossima fermata dogana. Si invitano i passeggeri a ricomporsi sui sedili, a tirar su la cerniera, ad eliminare dai portacenere prove controproducenti, a ficcarsi in bocca tutti i pezzi di articoli per ‘ fumatori’ restanti. La Transit Express vi ringrazia per la vostra permanenza a bordo del suo modello Transit Diesel del 78 e si augura di avervi con noi anche dopo la dogana. = l’annuncio di Tova desta i passeggeri. La mano di un finanziere si agita da dietro i finestrini appannati della guardiola. Che cazzo deve star fuori a fare? E’ notte, c’è nebbia e , peggio, ci sono 8 grazi sottozero. L’ombra silenziosa del furgone scivola sui vetri della guardiola illuminata.L’ Austria è conquistata, via alla prossima dogana. =Causa rifornimento, la compagnia Transit effettuerà un atterraggio di emergenza alla prima piazzola. Si invitano i passeggeri a recuperare gli oggetti dalla propria bocca ed asciugarli ben bene dalle bavazze. Prepararsi all’atterraggio.=
stralcio da REDSTEP....... CORE 2002
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Gli anni settanta appena battezzati...sedicianni sono Impero...testa vuota per far spazio a sogni lunghi e profondi come il Grand Canyon..fabbrica a triploturno di spermatozoi dentro le braghe.Solo un biglietto A/r milano-Paris e i soldi per due giorni, a tirar la cinghia.
Solo con i miei pensieri di Gloria contadina.
Un Oceano appare mentre il treno dissolve Milano e le sue polveri antiche.Non conosco nessuno, ma ho conosciuto tutti....Akmed , compagno squattrinato di sonni rovistati dai Flic alla Gare de Lyon , gran Maestro di viaggiare a sbafo su " tous les Metro Parisienne"
Una Pasqua strana.
Facce viste una volta ma viste da anni in quei vicoli a Pigalle.Respirare Renoir sopra Montmartre...ragazze in minigonna ti sorridono nella frenesia primaverile e i loro morbosi desideri. Tre ore davanti a Monna Lisa e non riuscire a distogliere lo sguardo...sara' il charras o la magia di Leonardo??? Ripulire avanzi dai tavoli nei bistrot, cose ordinate e lasciate li per li, dopo due spizzichi, da anime che nn conoscono tempi duri.Paris è magica comunque....Il Corso ti appare sul destriero bianco, tronfio della sua meravigliosa Austerlitz. Sguardi ammirati, invidiosi, mischiano gli animi del popolo.Fa freddo stanotte e ci raggomitoliamo tutti dentro la Sala d'aspetto a formare un caldo ammasso di carne dormiente. Stasera sono sfortunato, sono arrivato tardi e le poltroncine sono proprieta' degli Algerini, a noi resta solo il pavimento calpestato da impronte bagnate di acqua parigina. Speriamo che i Flic ci lascino almeno due ore tra un controllo e l'altro...stanotte.
Fuga verso la Ville Lumiere - Paris 1973
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Il cortile è circondato da vecchie abitazioni che lo chiudono completamente. Sulla sinistra, un’ ammasso di rottami arrugginiti spunta da alcuni bidoni dell’olio senza coperchio. Tra i vetri del portoncino adiacente si intravede una parvenza di officina, incasinata e polverosa. Panni stesi, colorano le mura giallognole degli edifici. Sguardi curiosi di vecchi ti cadono sulla testa dalle finestre. Due gatti si rincorrono tra due macchine parcheggiate a cuore aperto davanti all’officina. Un cartello blu –Ford- sovrasta l’entrata. Goran sta spiegando animatamente la situazione ad un vecchietto che sta in piedi per miracolo.
= Deve avere certamente delle bielle nelle sue tasche per non farsi portare via dal vento = commenta Tova all’indirizzo del meccanico.
= E’ un’ officina Ford pero’= ribatte Bass.
= Ford ‘sto cazzo. Quel cartello lo avra’ fottuto da qualche parte. A me sembra che il ‘ giovanotto’ se lo siano dimenticato le Panzer Divisionen quando hanno invaso la Yugoslavia=
= Dai Tova, magari è bravo. Facciamogli controllare il Transit.=
= Tua sorella gli faccio controllare. Secondo me, l’ultimo aggiornamento tecnico che avra’ fatto, risale al prototipo del carro da guerra di Leonardo.= la fiducia di Tova non sembra delle migliori. Dopo alcuni minuti, Goran , si commiata dal vecchio meccanico andando incontro sorridente ad i suoi amici.
= C’è da fidarsi Goran? = chiede sospettoso Tova.
= Assolutamente. L’unica cosa è che è un po’ lungo. Devi sempre aspettare tanto tempo. Però sa aspettare anche i soldi che gli vanno, questo è il lato bello.=
Il vecchietto saluta e si avvia molto lentamente verso l’interno del suo oscuro antro.
= Chissa’ se ne uscira’ ancora. = afferma ridendo Tova.
stralcio da REDSTEP....... CORE 2002
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E Sant Michel mi appare così...Spunta sfocata, da un campo verde, dopo una curva secca.Mi fermo per l'emozione...Il mono della Tenerè scalcia un minimo irreprensibile. Sette giorni d'acqua, crossing Germany e le fiabe delle Ardenne, poi d'un botto la France fino a qui .....ad aspettar la marea Atlantica.
Mi par di udire il Requiem di Mozart ai piedi di questa Abbazia...o forse è l'Oceano che arriva.
Raid Atlantico su Yamaha Tenerè - 1984
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= Ma come diavolo ci sei arrivato fino a qui? Non vedo mezzi, tanto meno bagagli.= le perplessità di Tova aumentano sempre piu’
= Che domanda strana. Io non chiedo mai niente del genere ad una persona che non vedo da tanto tempo. Sono felice di vederla e basta.=
= Anch’io sono contento, non fraintendere Charles, è solo che mi sembra tutto…..strano, si , maledettamente strano. =
Il mozzicone vola nel buio, il vento se ne impossessa lanciando scintille rosse nell’aria.
= Non ti devi preoccupare se una cosa ti sembra strana, ragazzo, devi solo essere contento che la cosa ti rende felice. Non ti pare?= il vecchio parla calmo, senza nessuna inflessione emotiva, quasi una voce studiata e predeterminata nella timbrica. = Beh,vecchio, va bene, sono contento di rivederti. Ma, il violino? Dove lo hai lasciato?=
Il vecchio apre una sacca sdrucita ed estrae la custodia color testa di moro.
= E’ qui, è qui. Non me ne potrei mai privare.=
La splendida fattezza dell’antico strumento risplende nella sua lucentezza.
= Dai, suona qualcosa.= Tova è magicamente preso da quel personaggio, il desiderio di sentire la sua musica, lo coinvolge ancora di piu’.
= Bene. Cosi’ mi piaci. Non diciamoci piu’ niente, lasciamo parlare la musica.=
stralcio da REDSTEP...... CORE 2002
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HimmelGarten...il nome dice tutto: GiardinodelCielo. E' una cosa spersa in un abetaia a Nord di Norimberga...tre , anzi azzardiamo, cinque case e non di piu'. Li vivono Wolfang e Lisa. Uno scellerato teutonico e una ragazza che ha saltato il muro della DDR, lasciando poche cose di la'. Mai ho conosciuto persone che mi mettessero a mio agio dal primo secondo come questi due. Non li avevo mai visti prima...un viaggio, di un fine Luglio, insieme ad un mio e loro amico che aveva deciso di andare a trovarli. Mi ricordo che appena entrato in casa non li ho neanche salutati, come fossero persone abitudinarie,.....e.....ho chiesto subito della birra.
Nurberg luglio 1991
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Il WW dell’ ungherese schizza veloce lungo la provinciale diritta e liscia come la canna di un fucile. Tova deve impegnarsi a fondo per tenere il ritmo spremendo i polmoni del diesel. Estensioni di verde, striate da campi coltivati, passano veloci come pennellate su una tela. La zona appena dopo il confine è ancora molto mossa. Continui saliscendi proiettano la visuale su orizzonti che appaiono e scompaiono.
L’aria entra dai finestrini portando antiche urla di cavalleria ussara al galoppo. Scintillii di stagni lontani risplendono al sole, alberi di un verde intenso accompagnano come guardiani strade polverose che corrono su dolci colline. Piccoli gruppi di case dominano da posizioni strategiche file di vigneti ordinati. Tra poco il Balaton apparirà nella sua forma allungata: antica meta di turismo europeo in cerca di frettolose avventure in cambio di poche cianfrusaglie.
stralcio da REDSTEP...... CORE 2002
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Eccola qui la Lybia....niente a che vedere con i raid 10 giorni all included ...Embargo Totale... Centinania di km dalla Tunisia in Taxi, prima di entrare in quella meravigliosa Tripoli, dividendo posti con persone mai viste....Gente varia..un vero fritto misto, ti capita qualsiasi cristiano. Tutto per lavoro. Che poi , forse , è il modo migliore di vivere un nuovo mondo. Passare tempo quotidiano con gente quotidiana.
" Quello che dicono è quello che vogliono dire" il tassista scuote la testa perplesso. La dogana Libica è all'orizzonte.
" Finalmente" penso
" Io ho visto dove sono arrivate davvero le bombe amico..." il Taxi sobbalza su buche nascoste da sabbia portata dal vento.
Mi viene in mente John Wayne-Ronald Reagan, a cavallo di un quarter horse, che insegue quella scalcinata Wells Fargo che corre all'impazzata inseguita dagli ultimi affamati figli di Geronimo.
" Per la Dogana nn ci sono problemi....oggi Gheddafi ha deciso di abolire i controlli con la Tunisia"
Il vecchio risplende di euforia infantile. Sa che così arriverà molto prima e potra' ,magari, fare un carico per il ritorno ...posti di blocco permettendo.
Benedetta Peugeot!!!!!
lavorare a Tripoli... 1990
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Che cazzo ci faccio a Zurich in questo inverno pesto...da metter grappa nel Renault4 per farlo partire la mattina. Spalle incurvata da sacchi di gesso da 20 kg...su è giu' per palazzine di 4 e piu' piani. Dante nn ha inserito sti personaggi: i cottimisti bergamaschi . Star dietro a quelle braccia a preparar carriole di gesso da plasmare sui muri, è cosa altamente ardua. Mi fan ridere persino i ciclisti dopo aver scalato il Pordoi.
Tutto per una Donna....SI!!!...a volte vale davvero la pena
Non ci crederete , ma una delle cose piu' belle della mia vita, fu lo sguardo incredulo di Gianfranco...Gessino della Brembana trapiantato a Bulach....quando decisi di andarmene dopo qualche mese. "No...sto qui deve rimanere...piuttosto lo pago io...OSTIA!!!!"
Pero', che culo quadro per meritarmi questo.
Un inverno a Zurigo . 1981-82
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Ho incontrato Laura...era un meraviglioso giorno di aprile ...Londra spavalda di tempi frenetici...anni ottanta o giu' di li.Un sorriso così invasivo che il parlar nn ebbe senso.Mi sono sentito rincoglionito di colpo, cose sciocche che nn avrei mai fatto in vita mia. Merde! venivano così naturali che non ci badavo affatto e nemmeno mi fregava di giudizi attorno.Non riusciro' mai a capire la gente che dice di conoscere l'Amore e non porta a spalla da Stockwell a Brixton inoltrata, alle tre di notte, una ragazza che ha preso una storta alla caviglia.
Solo sentire le braccia aggrappate al collo riesci a vedere oltre il Cerro Torre.
London 1981
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Bel battesimo non c'è che dire.La R4 nuova di pacca è gia' il rodaggio se lo sciroppa con una gitarella fuori porta." Perchè nn il Marocco?" la cosa vien fuori a sera inoltrata sotto quattro platani in un bar che nn mi ricordo. Le cose piu' coinvolgenti sono sempre quelle decise di notte , quando qualche tappo è seminato in giro e il tavolo non regge i vetri.Quattro energumeni e il baule pieno di masserizie al seguito.
Il traghetto da Algeciras è poca rotta. Attraversare lo stretto dove si diceva finisse il mondo è affar breve. Ma, in quel breve, vedi già un qualcosa di diverso dall'altra parte . E la mente corre ai sogni di Annibale , alle calate ambiziose dei Mori in terra di Spagna. Dura poco, i rumori e il marasma di questa terra ti accolgono e tutto diventa gioiosa confusione." Chocolate ...chocolate" nn c'è tregua, questa parola viene ripetuta all'ossessione appena cacci il muso giu' dal traghetto...e ti accompagnerà perennemente incollata alla tua targa straniera.
"Ma noi siam venuti solo per questo ?????"
La stessa fottuta domanda che si pose Baudelaire
Trip to Marocco ---- Luglio 1978
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"Ma sarai pirla...che cazzz ci vai a fare in Liechenstein di venerdì sera???? Da solo poi"Marco non si raccapezza, oppure gli rode il culo che non puo' venire. Ma davvero si è soli poi? Je pense que non si è mai soli, nemmeno un pinguino sperduto all'Antartico è mai solo, prima o poi un altro pinguino lo trova. La R4 arranca bene sul Bernardino...va via a memoria che non mi stressa la guida. Così mi spupazzo quelle vette al tramonto che mi stanno venendo addosso.
Il Liech mi ha deluso ...è un paese cortissimo. Fatto via un tornante da prima, mi trovo il cartello Benvenuti in Liechenstein. " Ah Bene era ora" commento felice.Metto la seconda...la terza....e.....Porkk, ecco un altro cartello : Arrivederci in Liechenstein ..Fankulo!!!!! ma quanto è grande il Liechenstein?????????????
Giu' dal monte e riacchiappo la direzione Nord...il Lago di Costanza mi prende ormai a notte. Passo due magnifiche ore a sfamare i Cigni del lago con tozzi di pane.
"Peccato! Solo poco tempo posso dedicarvi amici miei.....Zurich mi aspetta" mormoro a quel maestoso maschio che allunga il collo a sproposito. Lorenz dice che le anatre capiscono qualsiasi cosa. Anche a me è sembrato così
Crazy Night ... Novembre 1980
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Avere un bicilindrico "Duca" e non mettere una Conti al posto dello scarico di serie è come tenersi una gnoccolona vestita per tutta la serata.
Rovinar la Siesta spagnola scalando marce in paesini di campagna.
Sento ancora il fieno in faccia di quell'ultimo sorpasso da brivido, sulla strada che porta a Granada dal mare. Uno spiraglio giusto tra un pulmann e un carro pieno di foraggio. E la Jap fu domata...piu' che altro il suo conducente e la sua voglia di sfide.
Sono un Demente. Adesso ci penso e mi vedo così...forse sono ancora così...pero' non ho piu' la moto ...sob!
Periplo della Penisola Iberica su Elefant Ducati.....estate 1986
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Il Nord della Germany è una dimensione diversa dalla paciosa e rurale Baviera. Vita notturna frenetica. Dusseldorf, Koeln, e lasciamo perdere Amburgo va
Sono le 22 circa, siamo appena arrivati dall'Italy a casa di Claudia...stanchi come beduini. Che amici pirla pero'...c'è un Party privato di quelli giusti e loro dicono di esser stanchi dal viaggio. In effetti è vero, pero', io son dell'idea che ci si sveglia in fretta per quelle occasioni.
Si cammina sotto una pioggerellina fine , io Claudia ed una sua amica già su di giri. Rigorosamente a piedi , senno', la Stadt Polizei ti straccia la patente in faccia li pe li. Porto una cassa di birra sulla spalla destra come Obelix la sua pietra.
"Ecco..poi le donne dicono che gli uomini non servono a niente" penso divertito
Entriamo in quella casa illuminata. Appoggio la cassa di birra accanto ad almeno 40 altre. Ognuno porta e tutti prendono senza chiedere. Si gira tra stanze affollate. Musica ogni dove, ragazze barcollanti ti cadono in braccia. Non vedo piu' Claudia e la sua amica.
Ma chissenefrega!!!!!
Finalmente le rivedo , sedute ad un tavolino in giardino con altri cinque o sei. Mi siedo ed afferro la birra della staffa, mentre il sole comincia a sorgere.
Una biondina passa e mi chiede se ci vediamo domani a Colonia
" Ma chi è quella??????" chiedo pieno di dubbi a Claudia
Krefeld ..inverno 92
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“Usilia? Strano nome” il capitano Ghibellino sorride a quella giovane vivandiera.
“Questo ho e non si cambia ” Lo scuotimento rapido della testa fa rimbalzare i boccoli neri, guance rosse di fatica sfidano il vento.
“ Non volevo arrecar offesa, è che…”
“ Che o non che, non s’ ha da perder tempo, si lavora, la saluto capitano” La giovane tira diritta senza curarsi troppo dell’autorità.
“ Usilia…che c’è ? Carne o Vino?” voci giungono attutite dalle tende del campo.
“ Vino. E di quello bono ”
C’è molta allegria: "buoni e perfetti vini... co' molti arrosti di carne di polli di fagiani e di tute le migliori cose che si poteva avere". Si ride al ritorno di quelli che sono andati a provocare i Guelfi. Si ride per farsi forza, sono il doppio, si ride sotto un cielo limpido e stellato. Usilia si regala minuti silenziosi ad osservare Astorre, un meraviglioso stallone maremmano.
Quel suo collo maestoso sempre erto al cielo, quel suo modo di muoversi impaziente e nervoso, quegli occhi che perforano corazze.
“ Comandante, mi raccomando, lo salvi….. La mi scusi, si salvi….si, ma salvi anche lui”
Gli occhi imploranti di Usilia incrociano lo sguardo fiero di Niccolo’ da Bigozzi. Un sorriso impercettibile spunta. “ E’ a posto, noi si protegge il Carroccio, davanti ci sono tutti gli altri……. se fan bene.”
“ Come se fan bene ?” la giovane è presa da un tremore.
“ Se me lo ammazzano, giuro che vado con la forca e cavo gli occhi di tutti i fiorentini….. madonna se lo faccio”.
stralcio da " Usilia" ...CORE 2002
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A Venezia si andava tutti i week-end di Pasqua. Sacco a pelo , quattro soldi e un viaggio in treno infinito. Di solito il vento freddo la faceva da padrone nella primavera ancora acerba. Lunghe file sotto i portici del Danieli , chitarre birra e tutto il resto. Sveglie drammatiche alle 4 fatte di pedate dei vigili. La notte del sabato brillava di euforia a perdersi nelle Calli..a capire qual'era il Ponte giusto da attraversare. A spiar fantasmi di turchi impiccati dalla Punta della Salute. A spingere la pazza folla durante il giorno. A contare i gatti randagi dell'Accademia. A fuggire, nel buio delle tre, con una ragazza inglese. A cercare bettole lontane, dove il mangiar era affar di poche lire.
E i piccioni che ti rompono i coglioni in continuo. E i nipponici che sciamano dietro ad una bandierina alzata e tutto fotografano, anche l'insegna dell'Ottico. E quelli che ti chiedono di fargli una foto. E il ragioniere che sa tutto lui. E la scuola in gita , che ci vanno tutti per limonare e a toccare le calze in nylon delle ragazze. E i pomelli rossi dei turisti bavaresi. E i treni pieni del ritorno...sardine su rotaia
Un Oceano di ricordi galoppano e tutte le volte ci vuoi tornare.
VENEZIA 1974-75-76
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Kursk ha gli occhi di ghiaccio, freddi come l’acqua di gennaio, profondi come la valle dove vive.
E’ un vero dominante, quattro anni di vita, proprio nel pieno della sua potenza: Lupo dei Carpazi, cacciatore infallibile, resistente alle sanguinarie leggende di quei monti.
Il suo branco è composto da tre femmine e due maschi che vivono lassu’, in quella foresta appiccicata alla Cecoslovacchia. Abetaie tenebrose, impenetrabili ed umide di storia, dove la luce si fa largo a fatica accarezzando zanne di ghiaccio pendenti.
Quell’inverno era duro come un pugno di primo mattino: neve in abbondanza e freddo da bloccare i reni, quasi da perder le femmine prima del prossimo amore. Da sfamarsi c’era poco, solo le capre di qualche baita, ma li si spara.
Correva veloce sulla coltre bianca, la notte era splendida con quella luna che riempiva di riflessi tutto intorno, il pelo raggrinzito dal freddo accompagnava la sua andatura nervosa, non c’era scelta: o cibo o morte.
Karl Muller era alquanto inquieto, anche lui aveva avuto lo stesso presentimento: un inverno difficile. Se ne stava alla finestra stringendo la sua Mauser, senza timore di prender sonno.
Le capre erano vita, doveva custodirle a costo della propria. Anche lui sapeva cogliere il messaggio dell’aria, quando il freddo riusciva a colpire ancora le foglie sugli alberi, notti insonni lo attendevano crudeli.
stralcio da " Kursk" ...CORE 2003
La vera poesia, per me, è fatta da una costruzione in rima. Di apparente facilità, ma arduo affare quando non si vuol stare nella banalità à à à à à à. La poesia è come una musica che entra dentro e dolcemente scivola nelle menti piu' umili. Odio la poesia elettiva, fatta di ricerche grammaticali allo spasimo, parole spesso difficili da intendere per coloro i quali non hanno avuto la fortuna di studiare molto. La poesia vera, è quella che istintivamente si apprende e si appropria in quel modo quasi musicale dei tuoi pensieri, senza discriminazioni di sorta.
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Villa Reale si trova a Monza. E' uno splendido agglomerato diluito in un immenso parco, fatto edificare da Maria Teresa d'Austria. Era la sede estiva degli Asburgo. Napoleone la prese e vi stabilì inizialmente una caserma di Ussari, poi la rese sede Ufficiale. Si cinse persino la Corona Ferrea dei Longobardi. Radetzky la riconsegno' agli Asburgo e passo' il resto della sua vita li, fino alla sua morte. I piemontesi, a loro volta la presero e la designarono Villa Reale a tutti gli effetti. Tutto finì quando tre colpi da sparo ferirono a morte Re Umberto.
Cammino nel denso verde
Merli s’alzano al passaggio
Insetti a cercar di foglie scudo
Garbugli di rami, quasi la via si perde
Come di scheletri appesi lugubre massaggio
Sussurri di nobili anime in un silenzio nudo
Sospiri di Maria Teresa nei saloni
Lontano una campana suona
La gloria d’Asburgo quasi spaventa
Ussari striscian marmi di sozzi aloni
Il Corso s’è cinto la Corona
Di quel che era, non si rammenta
Neri stivali battono il selciato
Controcanto di un’ agonia
Radetzky non è piu’
Splendono le Langhe negli occhi di un soldato
Vini piemontesi diffondono magia
Già demoni minacciano lassu’
Tre colpi per Umberto, tenebre rovistano il cielo blu
"Villa Reale" inserita Antologia Premio Citta' di Monza.....CORE 2003
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Istanbul è un gran casino...ma per davvero. Una bolgia di rumori, starnazzi, musica,gente che cammina sempre. Una città che si inventa qualsiasi cosa per sopravvivere. Una carabina a gommini e devi sparare a tre pacchetti di sigarette. Lo stagnaio che ti stagna le pentole li per li. I taxi pieni di luci che suonano in continuazione per attirare la tua attenzione...giorno e notte. La Moschea Blu e quella colonna di marmo consumata dalle mani dei pellegrini. Il Topkapi e gli antichi tesori. Quella ragazza turca che si è fatta bionda. Quella che vuole sposarti per sfuggire al regime. E gli altoparlanti dei Minareti la mattina. E l'attesa pacifica in dogana, fatta di controlli esagerati. E i Magic Bus a due piani che arrivavano dall'Europa. E gli spiedi di kebhab. E quei sorrisi. E la gente che andava in India. E il Bosforo. E la voglia di sopravvivere.
Non ci son piu' tornato dagli anni 70...ma mi piace ricordarla così
Turchia su 2 Cavalli 450 cc.....estate 1978
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Sono stato a Vegas.
Gia' dall'aereo vedi un ammasso di luci che bucano il nulla del deserto. Kilowatt a centinaia ,all night long. Appena giu', il rumore dei coins dalle SLOTS, ti entra nelle orecchie al Terminal.
Da quel momento ti accompagneranno ogni dove, persino nelle toilets.
Passo davanti a quella agenzia matrimoniale con listino esposto: Prete tot $- Testimone tot $- Matrimonio in elicottero tot$ ...serietà e velocità. Affondo i denti in una T-Bone alta come una palazzina ....ma cazzz costa cosi' poco???? e pure il resto. Dubbio sfatato da Andy, Sales manager di una compagnia grafica, tutto il contorno di Vegas costa poco...ti vogliono far tenere i soldi per il GAMBLING. Sfoglio le pagine gialle ( che mi sono prontamente fottuto) e si apre un enciclopedia universale.
Le Gialle di Vegas ti fanno trovare tutto...vinci e spendi...perdi e vai a casa.....persino parties a luci rosse per festeggiare un compleanno e pure la scelta del vino e pure la scelta del tipo di ....ehehehehehehe
Siamo qua a fare il collaudo di sta cazzo di macchina per confezionare riviste e , sinceramente parlando, me ne frega assai poco. Voglio andare in uno di quei bar dove cambiano una ragazza ogni due minuti sul bancone...proprio come i movies americani. E tu ' li sotto con la Bud in mano ...naso all'insu' come i bambini
E' una città davvero 24 hours...sempre tutto aperto. mangi, bevi,giochi, trombi a qualsiasi ora.E il kitch yankee impera. Replica in scala della tour eiffel, del palazzo di Cesare, del Grand hotel Bellagio...e altre amenità.
Son qui in questa fabbrica di giornali...un caldo di bestia..e sta macchina del kaiser ha problemi elettrici...ed io sono meccanico e l'ho pure mezza disegnata......fankulo sti elettrici di merda.
Voglio andare a farmi un hamburger da 5 etti e fiumi di birra da "Hooters". E chi nn ci vorrebbe andare??? Hooters , che vuol dire Tettone, è una catena di Pubs dove le cameriere devono avere minimo la quarta!!!!!!!!!!!!!!! Oh my God...che Perdizione.
Son qui che aspetto il trasformatore di tensione....i pirla in Italia nn hanno swicciato sulla corrente USA.
Dicono che arriverà in giornata, by flight, da Chicago....
......speriamo si bruci un motore quel cazzo di aereo.Voglio stare ancora un po' a Vegas
installazione di una macchina confezionatrice in LAS VEGAS.....ottobre 1994
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Misurata è bellissima. Per arrivarci, da Tripoli, passi filari di Uliveti da sembrar Toscana. "Pesci ce n'è a bizzeffe da pescare.....con l' Embargo nessuno viene piu' qui...gli Americani dicono e il Mondo si adegua"
Il Capo di quella fabbrica di wafers esprime la sua personale opinione...plasmata da "comunicazioni" di regima , ovviamente. Il Colonnello lo vedi appeso ogni dove...come da noi i Crocifissi...li con quel suo berretto calato in testa che ti osserva sempre.Oggi siamo ospiti. Il Capo ci ha invitato a casa sua.
Una meraviglia per davvero questo pranzo arabo. Sdraiati su tappeti antichi e cuscini morbidissimi, raccattiamo con le mani da quel enorme piatto di carne, riso e altre cose. Il tempo è cosa secondaria. Per ogni cosa ci sarà il suo tempo.Improvvisa, la piccola figlia entra nella sala. Il Capo ha un gesto di stizza ....afferra la bambina e la accompagna di la. Voci incomprensibili si sentono.
Un sorriso suadente al suo ritorno:"Scusate ma è solo una bambina "
Una Donna deve stare sempre al suo posto e soprattutto non interferire con le faccende degli uomini. This is Islam
Misurata - Lybia- 1991
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C'era un complesso che si chiamava " Banco del Mutuo Soccorso" , c'è ancora, mi pare. Mi ricordo una canzone bellissima che si chiama RIP.
Mi ricordo una strofa:
Su cumuli di carni morte
hai eretto la tua gloria
ma il sangue che hai versato su te è ricaduto la tua guerra è finita
vecchio soldato.
Io e Fabio avevamo l'età del motorino, anzi , lui aveva una Lambretta 50 color verde pisello.
Quella mattina a scuola nn ci fregava niente di niente. Si pensava al Concerto del Banco alla sera a Brescia.
" A Brescia??? hai detto poco, mi rispose Fabio un po' perplesso
" Beh e che cazzo ci vuole...un cinquemila di benza e via ..Se tutto Ok riusciamo a tornare a notte ...in tempo per la scuola di domani." a me sembrava proprio un bel progettino.
Una "mela marcia" fa un' altra "mela marcia" e così, pomeriggio ore 15 circa, s'era in partenza.
Dopo 10 minuti il mezzo si impianto' e nn volle piu' sapere. Neanche le pedate ebbero effetto.
Tre ore a maledire macchine al casello di Como, prima che il miracolo si avvero': Un militare di rientro a Brescia ci porto' diritto fuori dal Palazzetto.
Il concerto fu splendido e le ore nn si guardavano piu'.
Non c'era macchina in giro quel mercoledi notte, solo qualche puttaniere nottambulo, e così il treno resto' l'ultima spiaggia. Sonnecchiare a turno per curare il Capotreno...... e chi ce li dava i soldi per pagare???? Manitou??? La fortuna arride agli audaci, ma è piu' giusto dire che il Capotreno s'era ficcato in uno scompartimento a dormire.
Alle 6 girare adagio la chiave e infilar la camera.
Appena il tempo di togliere l'eskimo
" Cosa fai già vestito??? nn è presto??" la Mamma premurosa s'era affacciata un po' incredula
" e' ...e'....che ...oggi abbiamo ginnastica all'aperto....presto , molto presto."
Non ho mai capito in tutti questi anni se l'aveva bevuta davvero, oppure, quel suo strano sorriso, era per coprirmi dalle sberle del mio Papi.
Concerto BMS - Brescia 1972
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Nella famosa battaglia di Legnano, che sancì la sconfitta di FedericoII, detto il Barbarossa, da parte della coalizione milanese guidata con foga da Alberto da Giussano, fu commessa una grande rappresaglia contro tutti i Comaschi. In qualità di alleati fedeli all'Imperatore, avevano rifiutato tutte le richieste di far parte dei Milanesi. Si schierarono a spada tratta contro. La battaglia sembrava un gioco. I milanesi erano in fuga verso Milano, forse apposta, quando irruppe Alberto con uno stuolo di matti , diritto nel Centro dell'Impero. Barbarossa fu quasi catturato e lascio' spada e Gonfalone sul terreno. Riparo' in fretta verso Pavia e i Comaschi rimasero in balia della furia Milanese senza piu' nessuno.
Per il considerato tradimento, i Milanesi uccisero tutti i prigionieri Comaschi catturati in battaglia.
Beh lasciatemi dire un po' dai...son Comasco pure io.
SI VA
Giunger da Como è corta via
nemmen tempo di razziar
Gonfio il petto e nostalgia
di facce care strenuo pensar
Tutto è lindo come virtute
mai sfiorata da blasfemia
Sguardo al cielo, orecchie acute
Canto di gioiosa goliardia
Nel cuore il giusto, il pugno a scacciar fiere
nessun osi dubitare sia Uomo oppur Dio
Che il sangue farà tacere
il torto altrui fuorché il mio.
Si va, allegra compagnia
i fior si chinano al passaggio
Giovani anni pronti a buttar via
non si pensa, è appena maggio
SI PUGNA
Si corre appresso, sembran pochi
lupi sulla preda, un immenso grido
Il tempo è gravido, lontani i giochi
La vittoria è ciò di che confido
Fuggon via, paion già dentro Milano
Codardi! Neanche pugnano
Federico stizzisce un po’ lontano
quelle gesta alquanto indignano
Come tuono di tempesta
Improvviso e alquanto duro
Lance e scudi ch’ è fatica muover testa
in quel nulla s’è parato un grosso muro
Grido un senso di impotenza
che speranza ormai lontana
Acciaio, sangue, tanta incoscenza
Alberto è in campo, suona triste la campana
SI LACRIMA
Abbracciato da lamenti
corpi da sembrar fascine al vento
A fatica ritrovare conoscenti
Cavalli in agonia, galoppo piu’ non sento
Afferro un respiro che mai vorrei muoia
Il corpo una poltiglia
Di sangue intriso peggio di un boia
La mia vita, un battito di ciglia
L’ orizzonte si muove appena
S’ agguanta l’ultima forza
Lasciar nei passi quella pena
Altri si risparmiano, a noi la vita si smorza
Non si è piu’, ne veder il grano
Ne di casa ritrovar la via
Ne di aiuto agitar la mano
Gli altri han lasciato, son già tutti a Pavia
Comasco a Legnano.( la Strage di Gente fedele)......conc Tirinnanzi Legnano.....core2002
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Mr Clifford era il mio insegnante di inglese a Londra. Una faccia da Inglese vera. Espressioni studiate e appese a quegli occhialini rettangolari che pesavano sul naso. Una pronuncia estremamente bilanciata , volutamente enfatizzata dall'intercalare tipicamente Londinese, tanto per distinguersi dagli Scozzesi.
Era un pelo nervoso quel giorno Mr Clifford.Ai comuni mortali non appariva, imbottito a scudo in quel self-control, ma a me non sfuggì.
Da buon bastardo affondai il coltello nel costato, volevo vedere quando crollava.
" Sorry Teacher...today it's a really pleasant day in London. I've heard some friends are coming"
Non l'avessi mai detto. Era la sfida delle sfide: Inghilterra - Scozia a Wembley.Per l'occasione tutta la zona vicino allo stadio fu blindata a ferro e fuoco...nessun Pub aperto neanche a pagar milioni.
E incomincio' una filippica degna di secoli andati, tutta infarcita di Orrible......Barbarians....ed esclamazioni varie. E lampi e draghi uscivano dagli occhi....concluse con il dire:
Io oggi mi chiudo in casa e non esco nemmeno morto.
E io che volevo solo chiedergli se c'era qualche pub aperto.
London 1981
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